- Aalborg commitments
- Aalborg Commitments - Brochure in italiano
2004
- Aalborg Commitments in italiano
2004 Versione finale degli Aalborg Commitments in italiano
- Agenda 21 - i primi 5 anni
1997 L'implementazione dell'Agenda 21 nella Comunità europea
- Agenda 21 Locale - cap 28
1992 AGENDA 21, Capitolo 28: INIZIATIVE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI A SUPPORTO DI AGENDA 21. L'art.28 dell'Agenda 21 sottoscritta a Rio de Janeiro, quello che ne disciplina la realizzazione a livello locale.
- Agende 21 Locali nel Mondo - Abstract UN-Habitat
2005 Abstract a cura di F. Saliez (UN-Habitat) del suo intervento al convegno "Agende 21, locali ma non isolate" organizzato a Bologna il 4 marzo 2005 per l'Associazione Coordinamento Agende 21 Locali italiane.
- Campagna decennale dell'UNESCO per l'Educazione allo Sviluppo Sostenibile
2005 Schema internazionale d'implementazione pubblicato dall'UNESCO, nella versione definitiva approvata dal Comitato Esecutivo Unesco a settembre 2005
- Carta di Aalborg
- Comunicazione CE sulla Strategia sullo Sviluppo Sostenibile
2006
- Comunicazione CE sulla Strategia Tematica Urbana
2006
- Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano Stoccolma 1972
1972 Dichiarazione delle Nazioni Unite alla Conferenza “su L'Ambiente Umano” tenutasi a Stoccolma dal 5 al 16 giugno 1972, che ha considerato il bisogno di prospettive e principi comuni al fine di inspirare e guidare i popoli del mondo verso una conservazione e miglioramento dell'ambiente umano. La presente dichiarazione è stata approvata il 16 giugno dai capi delle 110 delegazioni che hanno partecipato alla Conferenza.
- Il Memorandum di Johannesburg per il Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile
2002 Quale sarà il lascito del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg? Sarà ricordato come uno spartiacque “storico” come oggi viene considerato il
Vertice sulla Terra di Rio del 1992? Servirà per catalizzare e rinnovare gli impegni dopo le promesse mancate di Rio? Produrrà risultati degni di essere
celebrati, o sarà un'altra opportunità persa? Il Memorandum solleva una questione spesso dimenticata ma centrale: “Sviluppo sì, ma di che tipo e per chi?”. Le sue raccomandazioni sono intimamente fondate sui principi di equità e sostenibilità ecologica. Il testo si concentra sull'elaborazione delle intricate relazioni tra ecologia ed equità, sebbene non pretenda di trattare esaustivamente lo sradicamento della povertà in tutte le sue multiformi dimensioni. Combina una descrizione critica del decennio dopo Rio con un ricco assortimento di proposte per cambiare i paradigmi dello sviluppo sostenibile e promuovere i diritti civili, sociali e ambientali.
- Indicatori Comuni Europei
2002 Rapporto di Fine Progetto Sviluppo, Affinamento, Gestione e Valutazione del Progetto Indicatori Comuni Europei (ICE) realizzato da Ambiente Italia. Il progetto ICE è stato coordinato e gestito da Ambiente Italia - Istituto di Ricerche. Eurocities e Legambiente sono partner del progetto. Il supporto economico è stato fornito dalla Commissione Europea - DG Ambiente, dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi
Tecnici (APAT).
- Indicatori dell'Agenzia Europea per l'Ambiente 2005
2005
- Indirizzi di Aalborg
- Linee Guida sul reporting di sostenibilità 2002
2002 Pubblicate dal Consiglio Direttivo della Global Reporting Initiative (GRI), questo non è ancora un risultato non definitivo. La GRI è stata lanciata nel 1997 come iniziativa congiunta tra l'organizzazione governativa statunitense CERES (Coalition for Enviromentally Responsible Economies - Coalizione per le Economie Ambientalmente Responsabili) ed il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, con l'obiettivo di migliorare la qualità, il rigore e l'utilità dei report di sostenibilità. L'iniziativa ha trovato il supporto attivo e l'impegno dei rappresentanti del mondo economico, gruppi non-profit, organizzazioni dei revisori contabili e di investitori, sindacati e altri ancora. Questo differenti attori hanno lavorato per costruire un consenso su un set di Linee Guida per il reporting con l'obiettivo di ottenere un'accettazione global/mondiale.
- Progetto SUVOT - Buone pratiche di turismo sostenibile
2005 Atti workshop sulle buone pratiche di Turismo Sostenibile organizzato all'interno del Progetto SUVOT (Sustainable & Vocational Tourism) partito nel mese di gennaio 2005, coordinato dalla Provincia di Rimini e co-finanziato dal Programma Europeo Interreg IIIC. Al progetto, che dispone di un budget di circa un milione di Euro, partecipano organizzazioni di natura pubblica provenienti da Italia, Regno Unito, Spagna, Grecia, Lituania, Svezia e Germania. SUVOT nasce dai risultati della “Rete delle città per il turismo sostenibile” ("Network of Cities for Sustainable Tourism") ed ha i seguenti obiettivi:1. promozione del turismo sostenibile nelle destinazioni turistiche partner del progetto; 2. sviluppo di “buone pratiche di turismo sostenibile” (Ecolabel, Sistemi di Gestione Ambientale ISO/EMAS e applicazione delle tecniche per accertare la sostenibilità delle destinazioni turistiche); 3. elaborazione di modelli per l'individuazione di nuovi segmenti di mercato nel settore del turismo vocazionale; 4. innovazione delle politiche turistiche attraverso l'implementazione del “turismo vocazionale”; 5. consolidamento e rafforzamento delle iniziative del “Network di Città per un
turismo sostenibile”.
- Raccolta dei migliori progetti LIFE ENVIRONMENT 2004-2005
2006
- Revisione 2005 della Strategia di Sviluppo Sostenibile UE
2005
- Risoluzione di Goteborg
- Strategia Mondiale per la Conservazione
1980 Negli anni '80 si fa strada l'esigenza di conciliare crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di sviluppo. Il principio organizzativo di questo paradigma viene individuato nel concetto di sostenibilità dello sviluppo: un insieme di valori che interessa tutti i campi dell' attività umana, in modo trasversale e in una prospettiva di lungo termine. 1980 Strategia Mondiale per la Conservazione - WCS "Per affrontare le sfide di una rapida globalizzazione del mondo una coerente e coordinata politica ambientale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e l'impegno sociale". Gli obiettivi delineati sono:
1. mantenimento dei sistemi vitali e dei processi ecologici essenziali 2. Conservazione delle diversità genetica 3. Utilizzo sostenibile delle specie e degli ecosistemi (fonte: Ministero dell'Ambiente)
- V Programma d'Azione Ambientale UE
1992 Quinto Programma Quadro: programma politico e d'azione della Comunità Europea a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile. A patire dagli anni '70 fino alla stesura di questo documento si sono susseguiti quattro programmi di azione della Comunità a favore dell'ambiente che hanno portato all'adozione di circa 200 strumenti legislativi riguardanti l'inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo, la gestione dei rifiuti, le norme di sicurezza per le sostanze chimiche e la biotecnologia, le norme dei prodotti, la valutazione dell'impatto ambientale e la protezione della natura. Grazie a questi programmi e provvedimenti è stato possibile conseguire notevoli risultati; tuttavia diversi fattori sottolineano la necessità di elaborare una strategia programmatica di più ampia portata e più efficace.
- VI Programma d'azione ambientale UE
2002
- World Urban Forum 2004 - Introduzione del direttore esecutivo di UN-Habitat
2004
- World Urban Forum 2004 - Prefazione del Segretario Generale della Nazioni Unite
2004
- World Urban Forum 2004 - Visione generale
2004 Stato delle città del Mondo 2004/2005