L'impronta ecologica, la rivoluzione economica di Wackernagel per salvare il pianeta
Si tratta di un indice grazie al quale è possibile calcolare l'incidenza che l'uomo ha sul pianeta, un vero e proprio strumento di contabilità, in grado di misurare la quantità di natura a disposizione degli esseri umani e il livello del suo consumo nelle diverse aree geografiche.
Introdotta come nuovo concetto da Mathis Wackernagel e William Rees attorno alla prima metà del 1990, l'impronta ecologica ha portato un cambiamento decisivo nel modo di considerare le risorse del mondo.
Funziona infatti come una sorta di estratto conto che documenta il budget ambientale disponibile e verifica se si stanno consumando le risorse naturali più velocemente di quanto il pianeta riesca a riprodurle.
Un approccio rivoluzionario quindi, se si considera la visione tradizionale del nostro sistema economico e della maggior parte dei mercati, anche se in realtà la considerazione dalla quale parte è apparentemente semplice: l'uomo ha a disposizione uno solo pianeta e quindi per viverci in modo sostenibile deve per forza saper fare i conti con la limitatezza dei beni disponibili.
L'impronta ecologica attribuisce dunque ad ogni paese un valore numerico sulla base di dati statistici raccolti, considerando fra i diversi parametri il consumo di acqua, di suolo fertile, le risorse forestali e le specie animali.
La fotografia che ne deriva è tutt'altro che rasserenante. Secondo le ultime rilevazioni infatti se tutti gli esseri umani avessero un comportamento analogo a quello degli abitanti dei paesi sviluppati, il pianeta non sarebbe sufficiente.
L'Italia del resto non ha saputo distinguersi e i dati rivelano che se l'impronta ecologica dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite, quella del nostro paese, che si colloca al ventinovesimo posto, è di 4,2 ettari.
Per incentivare questo sistema di misura e portarlo ad essere considerato al pari del PIL, nel 2003 Mathis Wackernagel ha fondato il Global Footprint Network, di cui è il Presidente.
L'organizzazione mira a influenzare i processi decisionali a tutti i livelli della società, monitorando la domanda umana come fosse un vero e proprio mercato borsistico e agendo per porre fine al sovrasfruttamento e riportare dunque le economie in equilibrio. |