Care e cari colleghi del Direttivo e Soci di Agende 21 locali,

arrivare alla fine del mio secondo e ultimo mandato alla guida del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane è un momento che unisce gratitudine, orgoglio e la consapevolezza del grande cammino che abbiamo percorso insieme.

Quando abbiamo iniziato questo viaggio, la sostenibilità nei Comuni rischiava spesso di essere considerata un tema settoriale o un adempimento o la risposta emotiva alle conseguenze del post Covid . Oggi, anche grazie al lavoro instancabile di questa rete, possiamo dire con certezza che le politiche ambientali, la resilienza e la transizione ecologica sono diventate la colonna portante della pianificazione strategica dei nostri territori.

In questi anni abbiamo dimostrato che il Coordinamento non è una semplice vetrina, ma una vera e propria infrastruttura di supporto e coordinamento per gli Enti Locali. Abbiamo accompagnato i Comuni nella sfida della neutralità climatica e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Penso, ad esempio, all’impatto straordinario del progetto LIFE Veneto Adapt, che ha portato all’approvazione di 39 PAESC e ha fornito strumenti concreti per proteggere le nostre città da ondate di calore e rischi idrogeologici. O al nostro ruolo di National Network per l’iniziativa European City Facility (EUCF), dove l’Italia ha brillato a livello europeo per capacità progettuale e candidature.

Abbiamo scommesso sull’economia circolare e sulla partecipazione. Non è un caso che la nostra Assemblea 2026 a Capannori sia incentrata sul modello “Rifiuti Zero”, integrando esperienze di economia solidale e rigenerazione come Le Riusanze o l’emporio Daccapo. E stiamo continuando a seminare il futuro con iniziative come il 3UPLR(PLOLR’OLR , rivolto ai giovani studiosi, e con la Raccolta delle Buone Pratiche di mitigazione e adattamento, che a breve vedrà oltre 50 progetti concreti consegnati al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) come contributo della nostra rete politica.

Non sono mancati progetti innovativi “ancora in itinere”, come il percorso “Esercizi di stile per la sostenibilità”, avviato con la Regione Emilia-Romagna e il Forum per la Finanza Sostenibile, con cui stiamo formando i quadri degli enti locali sui temi della finanza d’impatto e della co-progettazione per la revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Abbiamo presidiato i tavoli strategici nazionali: dall’Osservatorio sui Contratti di Fiume ai gruppi di lavoro del Forum Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, fino alla collaborazione costante con ASviS sul ruolo delle nostre città impegnate nella Missione UE per la neutralità climatica al 2030.

Ma guardando avanti, quali sono le sfide future che lascio al nuovo Direttivo e a chi raccoglierà questa responsabilità?

  1. La prima sfida è la capacità di attuazione e finanziamento: non basta più pianificare o redigere i PAESC; dobbiamo trasformare le strategie in investimenti reali, intercettando la finanza sostenibile e le risorse europee.

  2. La seconda sfida è la coesione territoriale: dobbiamo fare in modo che la transizione ecologica non viaggi a due velocità, supportando i Comuni più piccoli e meno strutturati affinché nessuno rimanga indietro, ma mettendo in rete i saperi, le buone pratiche, i progetti.

  3. La terza sfida è la partecipazione politica e la governance: la sostenibilità non deve solo continuare a fare rete, ma essere lo strumento primario per superare le frammentazioni che lacerano le nostre comunità. In questo, Coordinamento Agende 21 ha un ruolo distintivo: rafforzare i legami con la società civile, le scuole, le università e il mondo produttivo. È qui che dobbiamo fare nostro l’insegnamento di Edgar Morin sul “vivere bene insieme”. Morin ci ricorda che dobbiamo compiere un salto culturale: passare dal semplice benessere materiale spesso ridotto al consumo e all’accumulo individualistico alla ricerca del vivere bene. Il “vivere bene insieme” significa rimettere al centro la qualità delle relazioni, la solidarietà territoriale, la cura dei beni comuni e la consapevolezza di condividere una stessa “comunità di destino”. Le politiche ambientali dei nostri Comuni non servono solo a ridurre le emissioni, ma a ricostruire la trama sociale e la poesia delle nostre città.

Lascio una rete viva, radicata e autorevole. Ringrazio ciascuno di voi, il vice Presidente Fausto Francisca, i colleghi di Direttivo, la struttura tecnica e la direttrice Daniela Luise, e tutti i Comuni associati, per la fiducia, la passione e la collaborazione che mi avete dimostrato in questi due mandati.

Al nuovo Presidente e al nuovo Direttivo che nasceranno da questa Assemblea auguro buon lavoro, con la certezza che il Coordinamento Agende 21 continuerà ad essere il motore del cambiamento sostenibile nei territori italiani.

Grazie a tutti!